4 siti che vi faranno venire voglia di acquistare vino online

uva, vino

Siamo secondi come produzione vinicola, ma ultimi riguardo all’acquisto online di vino.Forse perché non basta mettere le bottiglie e il loro prezzo su un sito.

Qualche anno fa anche la grande distribuzione decise di offrire un’esperienza di acquisto di vino più interessante. Non fosse altro per distrarre e attirare annoiati spingitori di carrelli di sesso maschile. Sta di fatto che acquistare il vino in enoteca, prendere in mano la bottiglia, leggere etichetta e retro etichetta, e ascoltare le parole dell’enotecario rappresentano un’experience memorabile. Ora però l’internet delle cose e delle case, i big data e gli epic win dicono che anche online si possono vivere esperienze alcoliche niente male. Ne abbiamo prese in considerazione alcune e ne abbiamo fatto una breve e schematica radiografia suddivisa secondo questi criteri:

design, offerta, costumer experience.

decanto

decanto

Design: Un e-commerce minimalista, niente di urlato, tutto sottile. Il più puro tra quelli che operano sul web adesso. Palette colori stringatissima. Solo nero, rosso e grigio. I colori vivaci sono presenti solo nella “famiglia di aromi”, categorizzazione a raggiera delle note organolettiche. Le uniche foto sono in sostanza quelle delle bottiglie. Linguaggio iconico molto presente.

Offerta: Ma l’ultima arrivata (2016) tra le enoteche online rispecchia, nella sua interfaccia, i vini che vende? Non saremo degli espertoni da guida ma la risposta è sì. Su Decanto la selezione si concentra sui vini dei piccoli artigiani, con una categorizzazione che vuole conquistare i bevitori più puristi: vino bio, biodinamico, naturale e addirittura garagista. Il grande architetto di questo progetto è il direttore commerciale di Ca’ del Vent, azienda franciacortina non allineata. Presenti molti degli associati di Vinnatur, associazione di vignaioli “naturali”, fondata da Angiolino Maule.

Customer Experience: L’obiettivo di Decanto è coinvolgere l’utente in un continuo upgrade di esperienza e scoperta nei confronti del vino. Per questo ogni utente che si registra ha un proprio profilo personale con statistiche personali e le degustazioni effettuate e da effettuare.

Prezzi buoni se si pensa che di vini main stream neanche l’ombra.

tannico

Design: Sito semplice e moderno. Nel logotipo un calice nero al posto della “I” è l’unico elemento aggraziato tra le lettere di un font minimalista. Chiaro rimando ai tannini del vino. Nel payoff. “il vino si compra qui”, è evidente che Tannico mira a diventare l’enoteca on line di riferimento. Menù stringatissimo per facilitare al massimo la navigazione. Solo “catalogo”, “Promo” e il campo di ricerca. Header in primo piano adibito a spingere la promo del momento.

Offerta: Giusto mix tra cantine blasonate, piccoli produttori e chicche imperdibili. Più di 500 cantine presenti a prezzi assolutamente competitivi. Indicazione sempre chiara dei punteggi e della presenza dei vini nelle principali guide.

Customer Experience: chi visita Tannico capisce subito di trovarsi in un ambiente confortevole per fare un viaggio alla scoperta delle cantine proposte. Ed è invogliato a iscriversi perché senza registrazione non si accede. I contenuti che accompagnano le promo e le sezioni sono ben scritti e della giusta lunghezze. Dopo la registrazione al sito, si ricevono direct e-mail di buona fattura con alta frequenza, sintomo di aggressività commerciale. Azzeramento spese di spedizione con ordini superiori a 89€

Jacopo Cossater, giornalista e wineblogger molto conosciuto in Italia, è la enomente dietro questo progetto.

 

doyouwine

doyou

Design: dietro questo e-commerce, non si nasconde uno dei maggiori esperti di vino in Italia: Alessandro Morichetti. Recentemente ri-disegnato, purtroppo il sito presenta ancora il vecchio logo con il cavatappi stilizzato. Discutibile anche la mensolina di legno per il tasto acquista sotto ogni referenza. Perché la talpa come icona per registrazione/log in?

Offerta: predominano i rossi e tra questi il Piemonte. Poche bollicine presenti. I prezzi sono molto competitivi.

Experience: i diversi menù a filtro permettono una buona individuazione del vino che si sta cercando. Non troppo appealing la navigazione, scollamento tra home page e pagine interne dove non si ritrova lo stesso linguaggio grafico e a icone della home. Perché una mappa illustrata con una bottiglia appoggiata sulla raffigurazione del mare? Che messaggio vuole darci?

Spedizione gratuita a fronte di una spesa di 90 euro.

 

callmewine

 

call

Design: strascichi di sito primi anni 2000 convivono con la scelta modernista di header di grandi dimensioni per veicolare i principali contenuti, siano essi un terroir, un produttore o un vitigno. A questi si alternano raggruppamenti di bottiglie che non lasciano spazio allo storytelling ma a un diretto messaggio commerciale.

Offerta: come dichiarato esplicitamente e anche un po’ troppo lungamente in fondo alla home, la selezione continuativa di vino qui è un must. Non solo: i prezzi sono ottimi e spesso vicini ai prezzi di cantine. Offerte promozionali sempre in corso.

Experience: una grande ricchezza tra cui navigare. Sintetica e pratica la descrizione della singola referenza con un chiaro linguaggio iconico per indicare il vino in offerta o il vino “romantico” oppure quello biologico. Le immagini grandi sono presenti solo in home. Il sito si vende come il “tuo sommelier personale”, ma non è così comunicativo ed engaging come dichiara.

Occorre una spesa di almeno 120 euro per azzerare le spese di spedizione.

 

 

Cheers!

Isn’t there always something to toast to?
Just make sure you do it with a great wine.
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