Un giorno da canguri, spiegato in 3 mosse.

deliveroo driver

Abbiamo fatto una driver experience per Deliveroo, servizio di food delivery presente su Milano ed entro pochi giorni anche su Roma.

Dell’esplosione dei servizi di food delivery hanno scritto abbastanza.
Noi abbiamo voluto mettere alla prova quello che ci stava più simpatico: Deliveroo.

Perché ha un canguro come simbolo ed è l’unico con due marsupi così per dichiarare il tempo medio di consegna, 32 minuti
Abbiamo vestito i panni di un driver e portata a termine una delle tantissime consegne che i driver Deliveroo – sono centinaia – compiono in media ogni giorno.

 

1. L’organizzazione:

Deliveroo non è un marketplace, ma un vero e proprio sistema di logistica in cui niente è lasciato al caso.
Il sistema proprietario prevede tre differenti app gelocalizzate, una per il ristorante, una per il driver e una per i clienti.
Noi abbiamo usato quella dedicata ai driver e apprezzato quanto sia ben strutturata.

Deliveroo App Driver

Al driver, dopo essersi loggato, viene notificata una consegna.
Ci trovavamo nella zona di Porta Romana e il punto dove abbiamo fatto il login è stato nei pressi di via Bellezza.
Dopo pochi istanti il sistema ci ha notificato una consegna di 3 hamburger e una patata da prelevare presso Street Burger di via Castelbarco.

Deliveroo App Driver

Siamo arrivati al locale in pochi minuti, sull’app abbiamo fatto swipe su “arrivato”, siamo entrati e ci siamo fatti vedere dalla ragazza dietro il bancone.
Quando ci è stata consegnata la merce abbiamo verificato che ci fosse tutto e abbiamo segnato sull’app “ritirato”.

Deliveroo consegna street burgher

Ci siamo poi messi a pedalare per la consegna.

Da via Castelbarco siamo tornati verso l’Esselunga di Ripamonti e siamo andati verso sud fino a via Quaranta.
Il food era stato ordinato da alcuni ragazzi che lavorano in un’assicurazione.

Fatta la consegna, abbiamo segnato sull’app “consegnato”.

Deliveroo consegna

 

2. Le persone:

Deliveroo ha visto una crescita ingente dei propri dipendenti negli ultimi mesi.
Quello che abbiamo osservato è che sono tutti sulla trentina, sono molto preparati e hanno una spiccata disponibilità nei confronti degli sconosciuti.
Gli uffici di Deliveroo sono all’interno di Talent Garden (Tag), uno spazio co-working proprio niente male.
Qui Martino è stato il primo che abbiamo incontrato.

Ci ha spiegato il funzionamento dell’app, poi ci ha presentato Sebastiano, un ragazzo che prima faceva il driver, ma che adesso si occupa,
a tempo pieno, di fare in modo che i driver abbiamo sempre l’attrezzatura in perfetto stato e tutto il supporto necessario per lavorare nel modo più agevole e sicuro.

Matteo, il general manager della squadra ci ha salutato con un “ma come diavolo vi è venuto in mente di fare i driver”.

Un sorriso ed eravamo pronti a partire.

Sebastiano ci ha accompagnato nella nostra driver experience, per velocizzare le operazioni con l’app, eravamo puer sempre dei novellini, e per aiutarci con la “belva”.

 

3. L’attrezzatura e la “belva”:

Per l’occasione Martino ci ha proposto se volevamo fare la consegna con la bici a tre ruote e il grosso vano porta vivande sull’anteriore.

Deliveroo consegna

Potevamo forse tirarci indietro?

Un po’ perché le foto sarebbero venute più interessanti, un po’ perché non ne avevamo mai guidata una e perché ci avrebbero guardato i passanti, abbiamo detto sì.

Abbiamo indossato la giacca e il berretto brandizzati e siamo usciti.

Guidare la “belva” non è stato semplice.
In marcia necessita più correzioni di traiettoria rispetto a una classica bici. Il cambio è leggermente più distante sul manubrio,
quindi scalare o salire di rapporto è un’operazione che va pensata in anticipo, molto più in anticipo.
Poi la belva è decisamente più pesante.

In salita si fa sentire, manco a dirlo.

Deliveroo consegna

Cheers!

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